venerdì 18 ottobre 2019

Una canzone come "1950" di King Princess

Non sono autorizzata a parlare di canzoni a livello musicale, perché non ho nessun tipo di conoscenza al riguardo oltre a una manciata di accordi di ukulele e vaghi ricordi di come si fanno le note col flauto; però ho una certa familiarità con le parole e l'importanza della rappresentazione, e mi sono appena innamorata di un pezzo, quindi di questo voglio parlare.

Si tratta di 1950 di King Princess e a livello di canzone è carina, niente di sconvolgente nemmeno per me che sono totalmente digiuna di competenze musicali; però nel testo c'è una perla di abbagliante tenerezza, che sento il bisogno di appuntare qui.

So tell me why my gods look like you
And tell me why it's wrong


"E dunque dimmi perché i miei Dei hanno il tuo aspetto, e perché questo è sbagliato"

Uno dei commenti sotto al video mi ha dato da pensare: una ragazza ha voluto condividere l'entusiasmo con cui i suoi genitori, profondamente omofobi, cantano questa canzone senza sapere che parla della storia d'amore tra due ragazze. Il video lo rende molto chiaro, ma l'ascolto no: come un gioco di carte, che sembra un incantesimo per chi lo vede, ma il cui segreto è ben chiaro a chi conosce il trucco.
La canzone sembra totalmente innocua, carina e orecchiabile, ma chi ha orecchie per sentire le rizza appena sente queste parole, malinconiche e gravose, in cui la cantante si chiede perché qualcosa di meraviglioso come il suo amore, per alcuni, può risultare fastidioso, innaturale, sbagliato. 

Il testo continua dicendo: "spero che sarai felice con me per tutta la vita, spero che tu non te ne vada", che sono parole neutre perché sono parole d'amore, e l'amore non è preimpostato. Sono parole che qualunque persona innamorata può dire a chi ama, anche un marito che odia i gay alla sua mogliettina di vedute affini, non sapendo che sono state scritte da una ragazza che ne ama un'altra.

Tutto qui, per oggi: un piccolo appunto su una piccola canzone, che non voglio dimenticare.

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