mercoledì 23 ottobre 2019

Evergrowing - Lista di libri che voglio leggere ai miei (eventuali) figli

Ci sono storie famose che trovo... noiose. In qualunque versione. Da Cenerentola al Libro della Giungla, non li trovo stimolanti (anche perché di solito i libri a disposizione al riguardo sono trasposizioni dei film Disney, e per quanto io adori i film Disney, mi sembra uno spreco spendere soldi in albi illustrati copiando, più o meno bene, i disegni dei cartoni animati) e, semplicemente, vorrei che i miei eventuali nanerottoli avessero titoli più particolari, nel loro bagaglio culturale di base.
Qui voglio piazzare i titoli che mi sono piaciuti da matti e che non vedo l'ora di poter leggere ad un pargoletto (magari non un figlio, chissà, potrei anche diventare la zia figa piena di libri belli e antichi dvd) dalla mente pronta ad assorbire tutti i nutrienti fantastici di cui ha bisogno.

1) Calo subito l'asso di cuori con due degli autori più sfavillanti che l'Inghilterra abbia sfornato (e ne ha sfornati davvero una quantità immensa): maestro e discepolo, il primo che ci ha dato titoli storici come Matilde e il GGG, ed il secondo che ad ogni nuova uscita mi stupisce.
Di Roald Dahl voglio avere TUTTO, adoro il modo in cui rivendica i diritti dei bambini e sottolinea la loro complessità innata; di David Walliams ho AMATO immensamente The Boy in the Dress, che sempre con lo spirito onesto e aperto di Dahl parla di identità di genere e accettazione dell'espressione personale, che non può stare tutta costretta sotto ad una semplice etichetta stereotipata. Il fatto che contenga citazioni a Doctor Who, poi, non ha minimamente influenzato la mia ammirazione...

2) Da bambina sognavo di vivere nei boschi con Robin Hood e non so bene per quale motivo, visto che il cartone non mi piaceva granché: era l'idea di avere una foresta mia, un mio regno, in cui vivere circondata da animali e giustizia. Peccato che Katherine Rundell non avesse ancora cominciato a scrivere, all'epoca, perché il suo romanzo La Ragazza dei Lupi mi avrebbe decisamente dato la spinta definitiva per scappare di casa e andare a costruirmi una tana in mezzo agli alberi. Come il libro numero 1, anche qui si tratta di fregarsene degli stereotipi riguardo al proprio sesso (il coprotagonista è un soldato che vuole fare il ballerino, e mai mai mai viene sminuito o preso in giro o trattato con condiscendenza per questo) e contiene un elemento rarissimo, nella letteratura per bambini: la protagonista vuole un mondo di bene alla sua mamma, che è una tizia tosta un bel po', e che non muore. L'antagonista fa paura per davvero, l'avventura è epica e... ci sono i lupi. Tanti lupi dalla personalità definita, che comunicano con la bimba protagonista non per magia, ma rendendola parte del branco. Lo trovo il libro perfetto per accucciarsi con dei bimbi sotto le coperte mentre fuori nevica...

3) Ancora non abbiamo mosso un passo fuori dall'Inghilterra, lo so. Ma c'è la Rowling, ed io non posso crescere i miei figli senza l'idea che un giorno riceveranno la lettera per Hogwarts! Comunque c'è un'altra persona britannica che sa come si parla di maghi e di streghe, con un senso dell'umorismo che io trovo esilarante e che non mi stanca mai: il compianto sir Terry Pratchett, che sa parlare di donne, di famiglia, di insegnamento e di magia come nessun altro. Qualunque suo titolo è perfetto per introdurre i fanciulli al fantasy, ma a me stanno particolarmente a cuore le sue storie di streghe. Anche quelle con protagonista la Morte non scherzano... ed i film in cui sono stati adattati i suoi romanzi hanno quell'estetica da film a scarso budget della domenica pomeriggio, che io non riesco a fare a meno di adorare e voler condividere.

4) Non c'è niente che questo uomo abbia scritto che non mi sia piaciuto.
Da bimba avrei voluto rubare Le Avventure di Cipollino dalla biblioteca della scuola, ma poi mi sono detta che non avrei mai potuto privare altri bambini di una storia così incredibilmente divertente e appassionante. Si tratta di Gianni Rodari, tesoro nazionale insieme a Italo Calvino e Carlo Collodi (non potevo menzionare la sacra triade dei nostri signori della favola). Non c'è un titolo preciso che sento vada inserito senza meno in questa lista, perché ogni sua storia è fuori dal comune; i suoi personaggi, da Giovannino Perdigiorno al Barone Lamberto, sono ideali compagni d'infanzia, quindi non metto nessuna copertina precisa.
Dove miri becchi bene, con Gianni Rodari.

5) Qui devo ringraziare la mia mamma, che conosce i miei gusti da prima che li conoscessi io stessa, e che mi comprò Streghetta Mia di Bianca Pitzorno quand'ero ancora all'asilo e il mio momento preferito della giornata era quello in cui qualcuno mi leggeva qualcosa, libri per bimbi o articoli di La Repubblica che fossero. Streghetta Mia è assurdo e spassoso, con un antagonista disgustoso ed illustrazioni ipnotiche; a causa di questo libro prima ancora di Harry Potter ho sognato di scoprire anch'io, un giorno, di avere dei poteri magici, e questo penso che sia una fase stimolante, formativa e semplicemente spassosa dell'infanzia... cercare di immaginare cosa si farebbe se si avesse una bacchetta, dove si andrebbe se si avesse una scopa volante... non c'è fase migliore e più importante di quella dello sviluppo immaginativo, secondo me.

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