sabato 19 ottobre 2019

Un podcast come Welcome to Nightvale

C'è un'amichevole comunità nel deserto dove tutti sono costantemente in pericolo, ma che nessuno vorrebbe mai abbandonare. Beh, forse non potrebbe nemmeno se ci provasse... ci sono portali spaziotemporali/dimensionali, draghi multicefali e nuvole dagli immensi poteri cosmici e dal brutto carattere, che potrebbero non gradire questi tentativi di abbandono.
Qui lavora Cecil, uno speaker radiofonico talmente devoto alla sua carriera da aver fatto questo lavoro più di una volta, nelle sue diverse linee temporali e anche nelle altre dimensioni. Cecil dice verità che hanno del meraviglioso, come: "c'è una sottile linea semantica tra strano e meraviglioso, e questa linea è coperta di meduse".


Welcome to Nightvale ha un fascino incontrastabile, per me. Onirico, inquietante, filosofico, esilarante, me ne sono innamorata al primo ascolto, appena ho sentito parlare dell'inaugurazione del nuovo parco per cani, in cui è tassativamente vietato entrare, e sarebbe anche meglio non passarci vicino, per non disturbare le misteriose creature incappucciate che fluttuano al suo interno.
Cecil ha una voce profonda e penetrante che ha del magico: riesce a dire cose incredibilmente nichiliste con una tale dolcezza (vedi: la morte è la fine solo se pensi che la storia sia su di te) da farle accettare come inevitabile verità. Se gli episodi non finissero ricordandomi che ci sono due autori, alle spalle di queste parole, me ne scorderei puntualmente, da quanto trovo immersiva l'esperienza di ascolto di questo podcast.
Ha quel potere delle belle opere ambientate in posti inesistenti, ma che diventano inevitabilmente veri, come Derry: entrambe sono città in cui è a dir poco rischioso vivere, ma se fosse possibile trasferirmici, lo farei all'istante.

A Nightvale ci sono gli angeli, che sono ricchi ma molto servizievoli e si chiamano tutti Erica; hanno avuto un po' di problemi perché il governo negava la loro esistenza, ma ci stanno lavorando.
A Nightvale, per la precisione, a casa tua, vive un'anziana donna senza viso a cui non piace come metti in ordine le cose. C'è un'alta possibilità che dentro casa tua ci sia un varco verso l'ignoto che potrebbe cambiare la tua personalità... sempre che sia tu, quello che ritorna da quel varco.

 A Nightvale ci sono tante di quelle cose che vorrei elencare per rendere loro onore, che potrei non finire più di scrivere, eppure non riuscirei comunque a dare l'idea di cosa significa per me, non saprei descrivere l'immensità della forza di quest'opera d'arte, che ho addirittura voluto tatuarmi sulla pelle.


Particolarismo e universalità: credo che sia questo, oltre all'irresistibile charme dell'horror fantascientifico (circa quasi... possiamo inventare il termine high sci-fi per parlare di un'opera in cui ci sono rimandi a Stargate, ma anche a Dragonheart?), che mi incatena a Nightvale. Tutti gli abitanti di questa città hanno una stupefacente tridimensionalità, ed enormi, accattivanti archi evolutivi: in particolare il personaggio di Steve, che io stessa sopportavo a stento, all'inizio, ma a cui sono bastate cinque parole per farmelo amare immensamente (MY DAUGHTER IS NOT BROKEN, mamma mia, quanto mi ha fatto singhiozzare quella scena!). Ogni episodio fa ridere, stranire, piangere, preoccupare, spaventare; potrei dire che è divertente, ma non è sminuente? Certamente intrattiene, affascina, coinvolge, si ha come l'impressione che ogni episodio sia troppo corto (fortuna che ce ne sono già più di 150, oltre ai romanzi, gli show dal vivo...), troppo strano, troppo vero.



Cecil aggiorna su tutti i cambiamenti politici, sociali, anche economici, emotivi che avvengono nella sua comunità; lui stesso non vede l'ora di farci sapere come va la sua bellissima storia d'amore col sexy scienziato Carlos, e parla direttamente a noi, anzi, a te, e fa sempre venire voglia di prendere il telefono e chiamare in radio. Ogni volta che dice buonanotte, Nightvale, buonanotte, mi si stringe la gola da quanto sono innamorata di questo mondo, e dalla consapevolezza che mai mai mai riuscirò a descrivere quanto lo amo.

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